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lunedì 7 marzo 2016

Berta la "cavolaia"

Andando in giro per le vie di Firenze capita di osservare tra le antiche pietre dei palazzi alcuni particolari, talvolta bizzarri, che suggeriscono storie e fantasticherie sul passato della città.
Così passeggiando per via de'Cerretani quando si arriva all'incrocio con via Vecchietti, osservando bene, si incontra una misteriosa signora. Lei è una signora in marmo, sta piuttosto in alto e si affacciata tra le pietre di arenaria della chiesa di Santa Maria Maggiore su via de'Cerretani.
Ricordo che durante un'uscita scolastica, quando ero alla scuola elementare, la maestra ci spiegò che quella signora in marmo, che un po' ci incuriosiva e un po' ci spaventava, si era pietrificata affacciata in quel modo dopo una vita intera passata a curiosare e a spiare quello che avveniva nella via lì sotto. A forza di spiare gli altri dalla finestra si era totalmente pietrificata diventando tuttuno con la finestra stessa. Ci dette così una piccola lezione, soprattutto a quelli che tra di noi erano più impiccioni degli affari degli altri che dei propri.
In realtà quella signora in marmo è Berta e la sua storia si ricorda ancora.
Ella aveva vendeva i suoi ortaggi con un banco difronte alla chiesa di Santa Maria Maggiore, da questo è anche soprannominata come Berta la Cavolaia. Tutti i giorni stava tra la strada ed il palazzo retrostante il suo banchino: il palazzo dei Vecchietti, potenti e ricchi feudatari dei quali non si parlava bene tra i cittadini e si diceva addirittura che in quel palazzo ci fossero trabocchetti e luoghi di tortura. Berta era a contatto costante con le persone del quartiere e conosceva tutte le dicerie, tutti i vizi e le abitudini altrui. Infondo infondo c'è una certa similitudine alla storia raccontatami alla scuola elementare.
Però la storia sembra essere stata un'altra, infatti alla cara Berta si attribuiscono due buone azioni che avrebbero convinto in frati di Santa Maria Maggiore a fare posizionare un busto in marmo in suo ricordo e onore. La prima buona azione, la più conosciuta, è quella di aver fatto lascito alla chiesa di Santa Maria Maggiore di una campana affinché questa fosse suonata ogni sera per avvertire dell'imminente chiusura delle porte della città. In questo modo i contadini che tracchegiavano in città si ricordavano di uscirne ed i Fiorentini che si erano attardati fuori le mura lasciavano in loro sollazzi per rientrare in tempo in città.
La seconda buona azione riguarda il palazzo dietro il suo banchino di ortaggi, quel misterioso palazzo della famiglia Vecchietti. Sembra che questi Vecchietti organizzarono una festa per carnevale invitando tutti i loro nemici. La signora Berta alla vista di tutti questi invitati, noti nemici della famiglia Vecchietti, si insospettì subito. Difatti di quelli che entravano nel palazzo nessuno riusciva.
La "cavolaia" così si attardò oltre orario di lavoro per avvertire gli ultimi ospiti che arrivavano dicendoli di non entrare assolutamente. Per molti di questi signori, Berta era solo una "cavolaia"  e niente più, ma chi non gli diede ascolto purtroppo non uscì più da quel palazzo.
Queste sono le due buone azioni per le quali i frati volere celebrare la sua memoria col busto di marmo.
C'è poi un'altra leggenda secondo cui si narra che il busto non sia una donna, ma sia un frate.
Leggenda vuole che un condannato a morte, mentre veniva portato al rogo, abbia maledetto un frate poiché, proprio da una feritoia del muro della chiesa di Santa Maria Maggiore, aveva ordinato di non dargli da bere l'acqua che l'uomo chiedeva. "Che tu non ti potessi più muover di costì!" gli disse allora il condannato e così fu..
Anche questa storia è affascinante, ma le storie più si raccontano più sono affascinanti, ma più si raccontano più cambiano e prendono il colore di chi le racconta. Sfumatura dopo sfumatura giungono a noi. Quello che c'è di vero, che possiamo vedere con i nostri occhi è questa testa in marmo, con delle trecce ai lati di un viso che sembra femminile, che da secoli si affaccia su via de'Cerretani da un fianco della chiesa di Santa Maria Maggiore.
Credo sia una delle cose più belle di Firenze: si alza lo sguardo e si trovano particolari, decorazioni, iscrizioni che appartengono alla storia della città e che ci avvicinano al tempo che fu come in una eterna convivenza.

La testa in marmo della chiesa di Santa Maria Maggiore affacciata sul lato di via de'Cerretani


Chiesa di Santa Maria Maggiore e via de'Cerretani